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I mercati siciliani e l'Arte

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Milano, 11 Settembre 2015 – Si è tenuta, presso il Cluster Biomediterraneo, la conferenza stampa di presentazione della mostra organizzata dalla Fondazione Salonia su “I mercati siciliani e l'Arte: tradizioni della cultura culinaria del cibo da strada. Risvolti sociali ed etnoatropologici”. Presenti sul palco del Cluster Biomediterraneo il talento precoce vocato alla pittura, Dimitri Salonia e l'artista Lidia Monachino, introdotti dal giornalista Gianluca Rossellini e dal Professor Vincenzo Russo.

Dimitri Salonia inizia a frequentare, fin dalla più tenera età, la bottega del nonno Michele Amoroso, pittore figurativo di stampo impressionistico, esponente della scuola dei macchiaioli napoletani e allievo di Domenico Morelli. Salonia trae ispirazione dall'arte e dalle tradizioni siciliane: i mestieri dei decoratori di carretti siciliani, i pannelli lignei dei cantastorie erranti e, in particolare, la brulicante umanità e il dissennato vociare dei mercati siciliani. Quest'ultimi sono oggi oggetto di una collezione esposta in gallerie e musei di tutto il mondo. L'idea e la passione di dipingere i mercati siciliani è nata, racconta il pittore, quando aveva lo studio sopra al mercato Santa Cecilia. Dimitri passava molto tempo a osservare e fotografare dalla finestra questo luogo incantato, pieno di tende colorate, gente piena di vita. I mercati sono caratterizzati dalla persistenza di ricche tradizioni: gli elementi vengono ancora banditi con la voce utilizzando un linguaggio pubblico convenzionale ed evidenziando qualità e caratteristiche delle merci urlando più forte della concorrenza. I mercati siciliani sono il luogo in cui, da tempo immemore, si ripete lo stesso scenario che, seppur in un contesto povero fatto di tende colorate e banchi in legno, si carica di suoni, immagini e forti sensazioni. È un rito, una tradizione che riaccende un momento della vita quotidiana. Il grande rimpianto e la nostalgia di Dimitri nasce proprio dalla presa di coscienza che queste forti e caratteristiche tradizioni stiano andando man mano scomparendo, lasciando il posto alla bonifica e al restauro, alla distruzione del bello e del buono. Ecco perché il pittore ha scelto i mercati siciliani come protagonisti delle sue opere cercando di reinventare, senza snaturare, la matrice popolare siciliana, per darle una vita nuova, per darle voce e non far si che non venga dimenticata. Dimitri spiega il suo sentimento attraverso una metafora: lui dipinge su cartoncino nero e, durante l'esposizione dei suoi quadri nella piazza del Cluster Biomeditrraneo – Expo 2015, presente fino all'11 Ottobre, sa esserci la possibilità che piova e che le sue opere si rovinino; ma lui non sarà triste per la distruzione delle sue opere perché non sarà altro che una nuova occasione per dipingere mercati più belli e questo atteggiamento è quello che devono avere i palermitani: non devono piangere della distruzione dei caratteristici mercati siciliani, ma devono essere felici di poter ricostruirli nuovi, pieni di colori, voci ed emozioni. Non a caso è stato scelto questo Cluster per l'esposizione di queste opere. Russo ricorda l'intento con cui è nato il Cluster stesso, ovvero la volontà di ricreare una piazza in cui condividere esperienze, cibi, sapori e culture tra i diversi Paesi protagonisti di questo progetto e per dare cittadinanza a colori e voci che sono quelle delle tradizioni che necessitano essere recuperate. Rossellini racconta infatti del progetto di una mostra itinerante il cui punto di partenza è proprio Expo e che ha lo scopo di far conoscere in tutto il mondo i mercati siciliani, facendo in modo che queste preziose tradizioni non vengano perse. Inoltre, un altro grande desiderio, è quello di ricreare un'istallazione artistica alla Vucciria, uno dei più famosi mercati di Palermo, con l'intento di ricreare il mercato com'era esattamente una volta, accompagnato dai suoi colori che fanno del mercato un'opera d'arte. A sostenere Dimitri e il suo grande progetto è l'artista Lidia Monachino, appassionata dei mercati fin da piccola, ma che crescendo ha notato delle grandi differenze che cerca di colmare dipingendo questi splendidi luoghi di un passato non troppo lontano con colori caldi, i colori che coinvolgono e trasmettono le sensazioni uniche di quell'esperienza che sono i mercati siciliani.

 

“Con i pastelli ho scritto del colore sofferto dell'ultimo mercato,

ho registrato il calore variopinto del suono delle sue voci,

ho fermato il brillio variopinto e gioioso della merce di prima scelta e quello smorto della privazione,

ho registrato il colore acceso delle grida di “banmata” e quello arrabbiato della concorrenza,

ho visto con l'anima e con i sensi i rosso dei teloni e il grigio della pioggia, trafitti da un raggio di sole,

ho sentito le acri tinte del marcio degli scarti e dell'olezzo dei rifiuti

mentre il sole ricamava con aghi impazziti di luce.”

Dimitri Salonia